è nato a Roma nel 1956. Ha pubblicato una raccolta di racconti,
Arabeschi della vita morale
(Longanesi
1988), e diversi libri di narrativa e di poesia,
Il
polacco lavatore di vetri
(Longanesi 1989, nuova edizione
Oscar Mondadori, 1998), da cui è stato tratto il film omonimo di
Peter Del Monte,
Orti di guerra
(Fazi 1997),
Elegie
e proverbi
(Mondadori, 1989),
La
comunione dei beni
(Giunti, 1995),
Maggio
Selvaggio
(Mondadori, 1999),
19
(Mondadori 2000),
Sintassi
italiana
(Guanda 2001),
Il ritorno. Diario di una missione in Afghanistan
(Mondadori 2002). Con
Svenimenti
(Einaudi 2004), ha vinto il Premio Viareggio. Con Filippo Timi è autore di
Tuttalpiù muoio
(Fandango)
L'ultimo libro di Edoardo Albinati è
Guerra alla tristezza!
(Fandango libri)
Filippo Timi è nato a Perugia nel 1974. A teatro è stato Orfeo,
Danton, Perceval, Satana. Nel 2004 ha ricevuto il premio Ubu come
migliore attore under 30.
Hanno detto di
Tuttalpiù muoio
:
Poche volte la letteratura ci ha mostrato un'alterità così dirompente.
Filippo La Porta, XL
Una stupefacente partitura vocale.
Andrea Cortellessa, Il Manifesto
Quello che Albinati e Timi raccontano in Tuttalpiù muoio in certi
momenti commuove, ma in altri fa indiscutibilmente ridere. Ridere di
quella comicità tragica che solo i grandi spiriti sanno portarsi
addosso.
Dario Olivero, Repubblica.it
Questa vita sembra più vita delle altre.
Sara Ventroni, Il Foglio
Una lettura trascinante.
Goffredo Fofi, Film TV
Una delle cose più pregevoli che ci sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
Fabrizio Ottaviani, Il Giornale
Si finisce il libro con un senso di commozione strana.
Valentina Pigmei, Rolling Stones
A volte ci prende un tale entusiasmo davanti a un libro che viene
voglia di suonare ai citofoni degli amici o magari anche degli
sconosciuti, e gridare: presto, scendete e andatevi a comprare
Tuttalpiù muoio di Albinati&Timi... un libro che è come una scarica
di energia... un testo travolgente.
Marco Lodoli, La Repubblica
Hanno scritto di
Svenimenti
:
"Svenimenti di Edoardo Albinati colpisce per la sua capacità di
coniugare indagine conoscitiva e tensione narrativa in un libro che
scava nella coscienza analizzandone la sua zona più conturbante: l’
assenza"
Motivazione Premio Viareggio
"Un libro sicuramente serio ma altrettanto sicuramente ironico"
Giovanni Tesio, La Stampa
"Credo che il modello cui Albinati si ispira, ne sia consapevole o no, è
Memorie dal sottosuolo
di Dostoevskij: ci si ispira non in modo letterale, ma come a un
panorama di movenze che sono innanzitutto della mente invece che
dell'anima. Insomma, è l'idea di un io precipitato all'interno di se
stesso nello slancio a recuperare un sogno di impossibile sublimazione"
Enzo Siciliano, La Repubblica
Hanno scritto di
Maggio selvaggio
:
"Un libro aspro e impuro, bellissimo, il più freddo e più ardente
che Albinati abbia scritto finora"
Giovanni Tesio, La Stampa
" ...pagine bellissime, per pietà e intelligenza"
Massimo Onofri, Diario della Settimana
"...meditata e originale ricerca di un genere nuovo"
Roberto Rossi, Panorama
"Uno dei pochi grandi autori sentimentali della nostra epoca...
un grande romanzo etico-esistenziale"
Giovanni Pacchiano, Corriere della Sera
"Un libro di valore...senza sociologismi o guitterie per la tv,
buona letteratura che ci lavora con perizia la coscienza... La lingua
di Albinati è senza smancerie, veloce e insieme lavoratissima, grave
ma anche sprezzata e autoironica"
Domenico Starnone, L'Indice
"Un viaggio straordinario, un libro di forte intensità letteraria"
Salvatore S.Nigro, Il Sole24ORE
"Ci sono pagine bellissime, per pietà e intelligenza, e di una verità
che colpisce in modo fisico"
Massimo Onofri, Diario della settimana
"Un liberissimo, splendente
essai
... libro quanto mai fuori regola,
ha dell'eccezionale, del raro"
Enzo Siciliano, La Repubblica