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Paolo Cesaretti
Paolo Cesaretti (Milano 1957) insegna Civiltà Bizantina all'Università di Bergamo.
Ha pubblicato numerosi articoli e volumi di storia e filologia bizantina, fra cui
Allegoristi di Omero a Bisanzio (Guerini 1991) e Ravenna. Gli splendori
di un Impero
(FMR-Art'è 2005).
Ha tradotto per la prima volta in lingua italiana testi bizantini,
soprattutto di ambito agiografico, fra i quali Vita bizantina di
Barlaam e Ioasaf
, Rusconi 1980 (con Silvia Ronchey) e 
I santi folli di Bisanzio (Mondadori 1990).
Ha curato le edizioni italiane di varie opere di riferimento,
fra le quali C. Mango, La civiltà bizantina (Laterza  1991 e succ.);
E. Kitzinger, Alle origini dell'arte bizantina , Jaca Book 2005 (con M. Andaloro).
Traduttore di Procopio di Cesarea ( Storie segrete , BUR 1996),
ha dedicato una fortunatissima biografia, tradotta in sette lingue, alla controversa
imperatrice Teodora ( Teodora. Ascesa di una imperatrice , Mondadori 2001 e succ.),
per cui ha vinto nel 2002 il Premio Grinzane Cavour
per la saggistica e il Premio "Ravenna attraverso le sue pagine".

Il suo libro più recente, accolto con notevole entusiamo di pubblico e critica,
è L'impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio, una sovrana tra Oriente e Occidente
(Mondadori 2006), dove una sorprendente vicenda femminile insieme
francese e bizantina si lega agli ultimi barbagli di Bisanzio superpotenza cristiana,
tra il 1180 e il 1204 della famigerata IV Crociata.


Hanno detto de L'impero perduto


La grande attualità e utilità de L'impero perduto di Cesaretti sta anzitutto nella sua minuziosa, severa e anti-ideologica ricostruzione di uno scontro di civiltà diverso ma forse più radicale di quello odierno
Silvia Ronchey, La Stampa

Paolo Cesaretti non cerca facili attualizzazioni. Gli eventi del 1204 sono visti attraverso il filtro di una vicenda individuale, attraverso la storia di una donna che è al tempo stesso la storia dei complicati rapporti tra Oriente e Occidente
Giorgio Ieranò, il Giornale

Un ritratto femminile storico molto curioso proposto da un accuratissimo studio del bizantinista Paolo Cesaretti... Leggere questa  biografia dai mille colpi di scena è come entrare nell'intero panorama di una civiltà, quella bizantina, alla quale l'occidentale Agnès si legherà indissolubilmente fino a trasformarsi in Anna, fedele all'Ortodossia anche quando i  confratelli cristiani latini  delle sue origini dilagheranno  nella capitale gloriosa d'Oriente
Gianfranco Ravasi, Letture

Un mondo affascinante, complesso, di frontiera, erede diretto dello spirito critico dell'Ellade, che lega a sé fino alla morte la coraggiosa Anna arrivata un attimo troppo tardi al capolinea dell'impero perduto
Paolo Rumiz, la Repubblica

La realtà storica evocata da Cesaretti è appassionante... Di Agnès-Anna, in realtà, si sa abbastanza poco. La ricerca di Cesaretti ha dovuto lavorar d'intarsio e talora di ricamo tra le fonti, movendosi  in una Bisanzio ormai preda dei mercanti 'latini'
Franco Cardini, Avvenire


Hanno detto di Teodora

Paolo Cesaretti tramuta l'ambiguo mito di Teodora in un racconto movimentato e appassionante, che tuttavia non degenera mai nel romanzesco. La sua competenza di bizantinista gli consente di muoversi con sicurezza in un infido ginepraio di fonti; e il suo rigore di storico lo guida a ricostruire i fatti sull'analisi delle testimonianze. Ma Cesaretti è anche un narratore di vena fastosa e feconda...
Dario Del Corno, Il Sole 24 Ore

Non ho esitazioni nell'indicare quello che giudico il libro più originale nell'indagine storica, più creativo, in una parola, più bello che sia uscito in Italia nel corso di quest'anno
Quirino Principe, Il Sole 24 Ore

A riportare questo sorprendente personaggio nelle coordinate più realistiche della storia nessuno era più adatto di chi ha tradotto e curato (con Fabrizio Conca) proprio lo scritto di Procopio, cioè Paolo Cesaretti… Le pagine si colorano, il dettato si fa incalzante, il documento o il dato singolo viene considerato come tessera di un mosaico da ricomporre; la lettura è perciò affascinante senza mai scadere in quella retorica del giudizio su cui Procopio premeva il suo pedale narrativo
Gianfranco Ravasi, L'Avvenire


Il volto ambiguo dell'imperatrice di Bisanzio è un rompicapo che il bizantinista Paolo Cesaretti cerca ora di sbrogliare in una biografia appena pubblicata da Mondadori. Perché la vicenda di Teodora è una storia che ne contiene molte altre: un romanzo di sesso e potere, con perversioni tali da far impallidire i più arditi trasgressivi di oggidì
Giorgio Ieranò, Panorama


 Gradevolissimo a leggersi per la competenza storica e vitale dello studioso, per la simpatia che suscita il geniale personaggio femminile
Maria Corti, La Repubblica

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