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Paolo Condò

triestino, vive e lavora a Milano.
Giornalista sportivo scrive su La Gazzetta dello Sport.
Sotto copertura (Piemme, 2002) è il suo primo romanzo.


Qualche buon motivo per leggere Sotto copertura

1) Perché chi l'ha già letto - e ormai sono in tanti - è arrivato in fondo alle 381 pagine in un tempo medio di due giorni (e due notti). E non c'è niente di più bello che ritirarsi per 48 ore dalle proprie faccende, rapiti da una nuova passione.

2) Perché vi siete stancati di dire "gli italiani se lo sognano il ritmo dei Grisham e dei Turow". Questo romanzo procede a velocità americana, ma il suo tema non è quel sistema legale (del quale, francamente...): è una storia finalmente italiana.

3) Perché non è detto che un romanzo storico debba per forza riferirsi al 700. Questa è storia di vent'anni fa, e non l'abbiamo ancora risolta: i personaggi sono inventati, lo scenario è quanto di più reale.

4) Perché tutto ciò che facciamo, sempre, ha nell'amore la radice più recondita. Ci sono due grandi storie d'amore, in questo romanzo, una che dura una vita, una che dura una notte: e il motore degli avvenimenti alla fine è proprio lui.

5) Perché anche se lo scenario è da romanzo storico e il motore è costituito dall'amore, questo è innanzitutto un thriller. Contaminato finché volete, ma fiero di appartenere al genere letterario più apprezzato del mondo.

6) Perché una volta ogni tot anni, è importante (e conveniente, per far bella figura a una cena) poter dire di aver già letto un romanzo del premio Nobel per la letteratura nominato quel giorno. Attenzione, cinque dei motivi suddetti sono reali e certificati, uno invece si deve a una sbornia presa ieri sera dall'autore: barrare la casella che vi sembra più appropriata.



Hanno detto di Sotto copertura :

"La bravura dell'esordiente Condò è nel sapere delineare molto bene i caratteri di ognuno dei quattro protagonisti, e poi approfondirli tra flashback e presa diretta. In particolare il poliziotto che è senza dubbio sino a oggi il più sorprendente e affascinante sbirro del noir italiano del 2002".
Pietro Cheli, Diario

"La trama è intrigante... il ritmo avvincente... Se Sotto copertura fosse un film, nei titoli di coda la dicitura sarebbe probabilmente obbligatoria: ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale..."
Antonio Ferrari , Corriere della Sera

"Un nuovo palcoscenico da spy story dove i fantasmi dell'Italia fine anni Settanta riemergono tutti insieme dall'ombra..."
Danilo Maestosi, Il Messaggero

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