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La saga di Harry Potter è, a tutti gli effetti, un'opera d'arte della cultura pop di grande complessità e bellezza, e una risorsa straordinaria e potentissima per l'esercizio della filosofia. Tra Martin Heidegger e Harry Potter, Albus Silente e Aristotele, Michel Foucault e Voldemort, La filosofia di Harry Potter penetra nel romanzo-mondo creato da J.K. Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo. Pop filosofia, dunque. Una filosofia per bambine e bambini, streghe, maghi e babbani. E per quanti sanno prestare ascolto alle parole di un grande poeta, René Char, che scriveva: "coltivate la vostra legittima stranezza".

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