Gianni Farinetti

 
(Bra, 1953) ha esordito in narrativa con Marsilio con il romanzo Un delitto fatto in casa (premio Grinzane Cavour autore esordiente 1997, premio Premier Roman Chambery 1997). Con Marsilio ha pubblicato anche L’isola che brucia (premio Selezione Bancarella 1998), Lampi nella nebbia (2000), Regina di cuori e La verità del serpente (2011). Con Mondadori sono usciti In piena notte (2002), Prima di morire (2004) e Il segreto tra di noi (Premio Via Po 2009). I romanzi sono tradotti nei maggiori Paesi d’Europa. Vive fra Torino e le Langhe.


L'ultimo romanzo di Gianni Farinetti, dopo l'apprezzatissimo, Rebus di mezza estate è Il ballo degli amanti perduti (Marsilio)

Hanno detto, fra i molti, di Gianni Farinetti:

"Scorciando abilmente atmosfere e personaggi di quei luoghi molto amati che egli porta nel sangue come Pavese, Fenoglio e Laiolo, Farinetti ricalcola adagio e con asciutta malinconia i contorni della vita mediocre dei suoi Valetto e le vicende che li legano alle loro memorie e alla loro terra... è da questo che può nascere oggi il romanzo, o rinascere, dopo l'infestante stagione delle "denunce", delle "provocazioni"", Giuseppe Marchetti, Gazzetta di Parma.
"Farinetti dosa sapientemente realtà e fantasia, mischiando di continuo le carte con i simboli dei luoghi e delle circostanze, ma soprattutto accompagna il lettore in un andirivieni tra gli anni vissuti, che ha il gusto dei sapori dimenticati, e il piacere  degli odori perduti nella frenesia della vita", Francesco Bonardelli,  Gazzetta del Sud

"Come sempre Gianni Farinetti si dimostra abile nel tessere dialoghi e storie con fili scanzonati, ma il valore aggiunto, presente già nell'ultimo romanzo, In piena notte , è la capacità, la delicatezza, che ha di addentrarsi nel lato oscuro dell'anima umana, nel muoversi su quel confine ambiguo tra follia e normalità costruendo i personaggi con uno spessore e un'umanità che coinvolgono il lettore".
Pietro Cheli, Diario

"Di giorno in giorno il minuetto di Farinetti cova l'abnorme".
Bruno Quaranta, La Stampa

"Farinetti, stavolta, sembra aver scelto di raccontare "l'enigma dei rapporti umani" attraverso i ritmi e le atmosfere di una campagna che fu di Fenoglio e Pavese".
Stefano Bucci, Il Corriere della Sera

"Un bel po' di humour intinto in malinconie lunari, una manciata d'aria di provincia, un'altra di snobismo vecchia Europa, più che un pizzico di high life sabaudo-subalpina... e su tutto la bella maestria dello chef capace di tenersi lontano tanto dalle svenevolezze della nouvelle cuisine quanto dalla protervia dei piatti ruspanti".
Giovanni Tesio, La Stampa

"Un bel romanzo che si legge d'un fiato, indugiando volentieri, su certe godibili scene d'ambiente".
Maria Brunelli, Il Giornale

 
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