Laura Bosio

 

nata a Vercelli, vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 1993 con il romanzo I dimenticati (Feltrinelli, Premio Bagutta Opera Prima). In seguito ha pubblicato Annunciazione (Mondadori, 1997, Premio Moravia, Longanesi 2008) raccogliendo un ampio consenso di critica e di pubblico. Per la collana "I Mistici" di Mondadori ha curato alcuni volumi antologici sull'esperienza mistica, filosofia e spiritualità nella letteratura delle donne (La preghiera di Ognuno, 1998, La ricerca dell'impossibile. Le voci della spiritualità femminile ), Le ali ai piedi (Mondadori), Teresina (Mondadori). Con Le stagioni dell'acqua (Longanesi) è stata finalista al premio Strega, al premio Rapallo, al premio Stresa, al premio Via Po, e ha vinto il premio Basilicata 2007. In seguito sono usciti Le notti sembravano di luna (Longanesi), D'amore e di ragione. Donne e spiritualità. (Laterza) e, con Bruno Nacci, Da un'altra Italia, Utet 

L'ultimo romanzo di Laura Bosio, con Bruno Nacci, è Per seguire la mia stella, Guanda

leggi QUI o scarica QUI un'intervista a LAURA BOSIO su Le notti sembravano di luna, QUI Lorenzo Mondo su La Stampa TTL, QUI Valeria Parrella su Grazia, QUI il D di Repubblica, QUI e QUI le presentazioni di Glamour e del Giornale di Brescia, QUI Famiglia Cristiana, QUI Affari Italiani, QUI il Venerdì di Repubblica, QUI Fulvio Panzeri su Avvenire, QUI il Sole 24 Ore, QUI Gabriella D'Ina a Radio Popolare, QUI Marco Pesatori su D Repubblica, QUI Alessandra Appiano su Donna Moderna, QUI Elena Pigozzi su Teatro Naturale, QUI Panorama, QUI la Gazzetta del Sud, QUI il Mattino, QUI il Gazzettino, QUI l'Indice, QUI Infinite Storie, QUI Pietro Spirito sul Piccolo, QUI Panorama, QUI il Futurista, ascoltala QUI a il posto delle parole,  QUI La Stampa, QUI La poesia e lo spirito, QUI la Gazzetta di Parma, QUI il Giornale di Vicenza, QUi il Trentino, QUI Io Donna-Corriere della Sera, QUI il Corriere della Sera, QUI un racconto recente di Laura Bosio per Avvenire, QUI Latitudes, QUI un intervento di LAURA BOSIO su Doppiozero, QUI un'intervista al Corriere Mercantile, ascoltala QUI a Letteratitudine, QUI la Gazzetta del Mezzogiorno, QUI il Quotidiano della Calabria, QUI la Provincia di Como, QUI La Stampa

leggi QUI una recente intervista a LAURA BOSIO: tre domande all'autore con racconto inedito

QUI l'intervento di LAURA BOSIO al Festival della Mente, QUI un recente intervento di Laura Bosio a Napoli: Parise e Duras, una «strana coppia».

così la stampa su LAURA BOSIO:

Laura Bosio, tra i pochi narratori italiani veramente "necessari"
la Repubblica

Laura Bosio, una delle migliori narratrici italiane di oggi, mette a frutto con sapienza le due forme di struttura narrativa che hanno segnato il suo percorso letterario fino a oggi, quello della fiction pura e quello della ricerca-riflessione intorno a un tema o a una profondità dell'anima... La Bosio costruisce un romanzo in cui la finzione letteraria e la struttura romanzesca sono forti, anche in virtù di quella ricerca coltissima , appassionata e minuziosa che le è propria e che le deriva dalla frequentazione di quel genere particolare che è il saggio narrativo
Avvenire

Con una scrittura limpida e avvolgente, a tratti ironica ma non priva di momenti visionari e affondi passionali, il romanzo non solo racconta una bella storia, non solo supera una retorica e uno stereotipo (le mondine, appunto, del riso amaro) ma ci porta a conoscere luoghi che nel nostro immaginario non saranno più quelli di prima. Ed è questo il compito della migliore letteratura
Il Piccolo

Circola, in queste pagine, un senso virgiliano della natura, che si manifesta sia nell'attenzione alla fatica dell'uomo, anzi della donna, simbolicamente legata a un mondo liquido e dai cicli dell'acqua regolato, sia nell'osservazione gioiosa e stupefatta, quasi infantile, di ogni animale, nutria e grillotalpa compresi, sia nella precisione con cui si registrano le variazioni di luci e colori in un paesaggio che, dietro l'apparenza della monotonia, si rivela variegatissimo... Nessun narcisistico confondersi con la carne del mondo per assimilarla al proprio ego, come in certa docufiction oggi di moda, ma al contrario ricognizione attenta di ciò che già nel reale si trova e sua rispettosa restituzione narrativa, senza confusione di piani
Diario

Un romanzo corale di sentimenti e ricche notizie, dopo libri di vasti orizzonti... Splendido il paesaggio
Il Gazzettino

Una vicenda di incontri, amori, colpi di scena e personaggi loschi...
Travel

 

vai all' intervista di infinitestorie , quella a Wuz . ascoltala su RADIO 3

Hanno detto di Laura Bosio:

"Le ali ai piedi (anche il titolo è felice) dimostra come non sia vero che al postmoderno non resti se non la citazione, il piacevole, la commistione. La scrittura è sì citazione e commistione, ma la parola può tentare ogni volta il gioco dell'esperienza che la muove… La sua forza baluginante sta nell'energia estrema che il controllo espressivo (la "fondazione di uno stile", come voleva Calvino) riesce ad esercitare su un mondo in bilico tra finitudine e infinito, tra visibile e invisibile, tra la banalità del quotidiano e la meraviglia che l'accompagna, tra la malattia di essere uomini e il destino che l'attraversa… Il mondo mostra tutta la sua precarietà, ma anche la bellezza che si sottrae "all'erosione delle cose"… Scrittura incisa a punta secca, popolosa di silenzi larghi e di dialoghi sapienti… Dialoghi capaci di incapsulare l'elusiva realtà delle cose ultime in domande non retoriche, nelle sensazioni legate al gusto di un piatto tipico, di un vino locale, di un paesaggio geografico e mentale… E dentro romanzi così rigorosamente legati non si smetterebbe mai di viaggiare".
La Stampa


Come può un viaggio attraverso l'Italia, apparentemente divagatorio, a bordo di una macchinetta fuori corso, anche se amorevolmente ben tenuta, suscitare un sottile senso di esultanza? Tanto più se per esultanza s'intende, come in questo caso, la degustazione attenta e consapevole, con punte di controllata vertigine, di quanto fa ricca la vita… Nei laboratori sotterranei più estesi del mondo, dove i fisici indagano il cosmo nell'universo subnucleare, l'infinitamente grande sembra coincidere con l'infinitamente piccolo. Così i gesti e le piccole consolazioni quotidiane di un piacevole viaggio, una confortevole stanza d'albergo, una tranquilla trattoria, possono diventare la spia di quell'universo invisibile che è l'animo umano…
Famiglia Cristiana


La convincente Bosio in un viaggio esistenziale…Viene da lontano, Le ali ai piedi . Dal 1993, quando, intervistata da Grazia Cherchi sul primo romanzo, I dimenticati, l'autrice ne annunciava un secondo incentrato su una sessantenne astrofisica... Un viaggio in limine mortis, dialettico, che acquisisce sostanza non dalla fuga dalla vita, ma dal suo risoluto attraversamento per ridegustarne i sapori, per riprenderla un'ultima volta nella sua totalità… Un'apertura alla totalità metaforizzata dalla Giulietta decapottabile sempre aperta, libera al volo… Apertura che è conquista graduale, come capacità di 'guardare in altri modi' e 'imparare a essere abbozzi, aperti a ogni conclusione…
Corriere della Sera

La vita come sorpresa, cui mostrarsi aperti, al di là del timore profondo che incute
Paolo Petroni, Ansa

Proprio questa spider rossa riprodotta sulla copertina del libro esprime la dimensione della levità dell'opera della Bosio…
L'eco di Bergamo

Un libro che serve a vivere, anche se parla di morte… Purissima gioia di vivere
Donna Moderna

Un piacevole on the road dove il tema dell'amicizia si lega alla magia dei paesaggi"
Vogue

Un romanzo-viaggio non verso la morte, ma dentro la vita…
La Nuova Sardegna

C'è aria di svago e di villeggiatura intorno alle due protagoniste chiuse nell'automobile come nei loro penieri, e l'esistenza, proprio in quello stato di vacanza priva di scopi terapeutici, sembra rivelarsi un seguito di occasioni gratuite che formano per imponderabili miscele ogni sorte individuale. Il gioco della vita, con i suoi azzardi, si mostra nel corso del viaggio
Il Gazzettino

Un "grand tour" che non sceglie le mete obbligate delle città d'arte... E' all'interno della provincia più segreta e meno nota che sceglie le sue tappe, come possibilità di incontro e di rivelazione di un'intera vita
Avvenire


Il libro non comunica sensazioni malinconiche, ma al contrario una forte menergia, un attaccamento alla vita percepita in tutta la sua fisicità. Queste sono poi le qualità dello stile di Laura Bosio: una parola concreta, tesa a definire gli oggetti con una precisione quasi calviniana, ma anche aerea, leggera, delicata nel toccare con misura e pudore le corde più profonde dei personaggi e dei lettori
l'Unità


 

 
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