«Qui sulle colline fioranesi il gesso dei calanchi, la terra dei campi e il vento del Cimone si mescolano in modi diversi costruendo figure leggere che sfidano il futuro e altre pesantissime che ricordano il passato. Si chiamano sussurratrici. Custodiscono i nostri nomi nel tempo». Cinque generazioni di donne, una villa sui colli modenesi, il mistero di un dono magico che è insieme benedizione e fardello. Le sussurratrici è un viaggio nel rovescio della Storia, alla ricerca di ciò che la memoria collettiva ha scelto di lasciare nell’ombra. La storia inizia con un matrimonio. Durante il taglio della sua torta nuziale, Adelasia avverte un bisbiglio nell’orecchio sinistro: è la voce di sua nonna Caterina, ammirata e temuta da tutti perché capace di manipolare la realtà a suo piacimento attraverso il cibo. Caterina non è venuta alla festa, ma ha donato alla nipote un quaderno di ricette e soprattutto la Villa delle Buonedonne, una dimora abbandonata in campagna. Quando la vita coniugale si rivela una prigione degli orrori, Adelasia e le figlie si rifugiano lì, dove la stirpe delle sussurratrici mette a poco a poco le radici. Chi ha ereditato il dono culinario di Caterina, chi intravede il futuro nei sogni, chi sa far nascere e morire le piante, chi è in grado di parlare la lingua degli spiriti. Ma le Buonedonne custodiscono anche un segreto terribile. E mentre al di là del cancello il mondo evolve sempre più rapidamente, le protagoniste di questa saga riportano alla luce una memoria familiare sommersa, fino a scoprire che i sussurri che tutte continuano a sentire sono molto più di quel che sembra.
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