STATO DI LEGITTIMA DIFESA

Simone Regazzoni
 

"Obama una grande delusione? Obama senza più credibiità agli occhi degli intellettuali liberal? Obama fonte indignazione per i progressisti che avevano riposto in lui le proprie speranze? Sì, e proprio per questo Obama rappresenta oggi una grande occasione per i progressisti di tutto il mondo: l’occasione di misurare lo scarto tra un discorso progressista in stile WikiLeaks e gli atti politici progressisti che rispondono al reale della congiuntura storica..."

SIMONE REGAZZONI, STATO DI LEGITTIMA DIFESA, PONTE ALLE GRAZIE

"Giustizia è stata fatta", così dichiarava Barack Obama l’11 maggio 2011 dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, nemico numero uno dell’Occidente democratico. È un punto di svolta epocale, e non solo sul fronte militare e politico. La «guerra permanente» ridefinisce la struttura stessa della democrazia americana, poiché il potere militare è essenziale nell’esercizio del potere. Secondo Simone Regazzoni, con buona pace della critica di sinistra à la Michael Moore, anche grandi filosofi come Badiou, Derrida e Zizek si sono limitati a un’ovvia denuncia della war on terror, ma «hanno mancato di pensare la guerra», e non sono riusciti a identificare l’«Altro-terrorista», il nemico assoluto. Il democratico Obama, deludendo le aspettative di molti, ha confermato la linea di Bush e l’ha resa ancora più crudele con la «caccia all’uomo», il targeted killing: meglio uccidere che fare prigionieri. Meglio i droni delle torture di Guantanamo.
Ecco ciò che si tratta di pensare, anche attraverso la fiction hollywoodiana come spazio di messa in opera di una verità storico-politica. E' il caso della trilogia di Christopher Nolan sul Cavaliere oscuro. Batman non è un eroe fascista, ma una rielaborazione della "pulsione eroica" all'opera, secondo Bruce Ackerman, nella democrazia americana. Non a caso la sua figura è ispirata a quella di Theodore Roosevelt.

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