Ho passato la vita a viaggiare: treni presi all’alba, valigie sempre pronte, aule diverse, città diverse, accenti diversi. Non porto passeggeri da un aeroporto all’altro come un’hostess. Porto una storia, di scuola in scuola, sperando che arrivi a chi ne ha bisogno.
Amani arriva dalla Siria a tre anni e si stabilisce a Bassano del Grappa. Cresce parlando italiano, pensando in italiano, sentendosi italiana. Eppure, quando inizia le medie, in molti continuano a chiamarla “la straniera”. Durante gli anni della scuola, dentro di lei si formano domande ingombranti che non sa a chi fare: sul corpo che cambia, sulle amicizie che fanno male, sul suo posto nel mondo.
A sedici anni viene portata in Siria con un inganno e perde la libertà. Quando riesce a tornare, sceglie di non stare più zitta. Entra nelle scuole, racconta la sua storia, e impara a riconoscere nel silenzio di chi ha davanti le stesse paure che erano le sue: il timore di non essere abbastanza, la solitudine di chi si sente invisibile, la fatica di chiedere aiuto.
Questo libro nasce da quel doppio sguardo: la ragazza che era e la donna che è diventata, la scuola di ieri e quella di oggi. E da una cosa che ha capito nel mezzo: il silenzio costa. Dare un nome alle cose, anche alle più difficili, è il primo passo per non restare soli.
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