Trilogia di una Repubblica

 

"Come il mio commissario Soneri di fronte a un morto ammazzato si chiede chi mai avrà commesso il delitto, così qualche anno fa, di fronte al cadavere della prima Repubblica trafitto dal ridicolo e sanguinante della vergogna di Tangentopoli, mi sono chiesto: chi mai avrà ammazzato i progetti di almeno tre generazioni in un cupio dissolvi etico e ideale che è alla base della crisi che stiamo vivendo? Ecco quindi una ragione sufficiente per cominciare un'indagine su questo nostro Paese e la sua storia. Da dove potevo partire se non risalendo a monte nella vita italiana fino al momento dello «stato nascente», quella lotta di Liberazione che ha forgiato la prima classe dirigente della Repubblica? Nasce dunque un racconto partigiano come La sentenza che contiene la piccola storia dei personaggi e la grande storia che passa attraverso loro prefigurando il destino dell'Italia, Paese perdente ed eterodiretto dagli Alleati, ma vivo e fervente di idee. Idee che sbocciano tra scontri anche violenti nel primo dopoguerra, dove il passato non passa ma ripiomba sul presente con la sua mano pesante. Il rivoluzionario racconta dei grandi progetti politici in competizione, fra «azionisti», comunisti, cattolici e socialisti riformisti. Una vicenda di grandi personaggi visti con gli occhi di due comunisti a Bologna, la città simbolo di un'altra Italia. La stessa in cui avviene l'ultimo attentato della strategia della tensione, il 2 agosto 1980. Quella strage chiude la stagione della grande politica, e apre il palcoscenico della politica vaudeville sul quale cominciano a danzare nani, sciantose e pagliacci, in una grande farsa generale. La racconto ne Lo stato di ebbrezza." Valerio Varesi

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