Sopravvivere al dolore più grande per una madre e trasformarlo in bellezza. Un viaggio in Giappone, dove il colore del lutto è il bianco.
«Anche la scrittura di Silvia Fanfani è bianca come il chicco del suo titolo. In modo dolcissimo e pulito, netta e dunque per questo più spietata ci aiuta a percorrere ogni passo verso la ricostruzione del sé.» Valeria Parrella
Sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui il suo cuore ha smesso di battere. Dietro di sé ha lasciato una madre e una sorella, che hanno provato a ricostruirsi studiando, lavorando, viaggiando. Ma affrontare l'anniversario in Italia è impensabile, e così è la figlia a invitare la madre in Giappone: conosce la lingua, i luoghi, la gente, e saprà guidarla in quell'Altrove. E il Giappone viene loro subito incontro: in quei luoghi la madre ritrova fuori di sé la stessa quiete sospesa che cerca dentro. È qui che i ruoli si invertono, ora è lei a sentirsi figlia, protetta, accudita, cullata. C'è ora una nuova terra da esplorare, c'è una nuova casa da abitare, dove il silenzio ha il peso di una pausa musicale, i gesti sono eleganti e misurati, i riti antichi, e gentilezza e riserbo sono tratti culturali e non personali. Qui, dove perfino il lutto si tinge di bianco, il dolore diventa candido e senza peso come un chicco di riso. È ancora possibile respirare bellezza, crearla, inventarla.
Questo sito utilizza cookies di profilazione
(anche di soggetti terzi).
Proseguendo nella navigazione del sito
l’utente esprime il proprio consenso all'uso dei cookies.
Per maggiori informazioni si rimanda
all’Informativa Privacy estesa e alla Cookies Policy.